Secondo la Common Law una clausola penale (Penalty clause) pura, definita come obbligazione contrattuale secondaria ai sensi della quale la parte inadempiente deve pagare alla controparte una  somma determinata che non rappresenta l` ammontare della perdita ed e` ben superiore / sproporzionata rispetto ai danni da inadempimento, e` invalida e come tale non puo` essere fatta valere in giudizio.

Ma quando ci si trova di fronte ad una clausola penale ?

La recente sentenza dell` Alta Corte di Giustizia di Londra in “Cargill International Trading PPE v. Uttam Galva Steels Ltd” [ 2019 ] EWHC 476 (Com) (28.02.2019) e` un aggiornato riepilogo della Common Law vigente in merito ma anche un illustrazione del suo modus operandi pratico.

La causa trae origine da due contratti di pagamento anticipato e fornitura di acciaio (Advance payment and steel supply agreements) fra una societa` di Singapore compratrice (Cargill International Trading PPE Ltd) ed un fornitore di acciaio indiano (Uttam Galva Steels Ltd), che si conoscevano bene ed operavano insieme da quasi 10 anni.

La compratrice aveva anticipati US $ 61,8 milioni alla venditrice, che a scelta ed entro un periodo determinato avrebbe dovuto o fornire acciaio per equivalente o restituire la somma. Purtroppo alla scadenza del termine la fornitrice non forniva l` acciaio ne`restituiva i fondi. Ai sensi della clausola 8.12 dei contratti di fornitura (Advance payment and steel supply agreement) la fornitrice inadempiente doveva quindi versare un “compenso pre-definito” (default compensation) / interesse di mora pari al tasso Libor a un mese + 12% sulle somme ricevute.

Ottenuta la condanna alla restituzione della somma capitale percepita, la compratrice  chiedeva con giudizio sommario (Summary judgment )  la condanna della fornitrice inadempiente al pagamento del “compenso pre-definito” del tasso Libor a un mese + 12%, in pratica gli interessi di mora convenuti. La fornitrice inadempiente si opponeva sostenendo fra l` altro che il “compenso pre-definito” era una clausola penale, che come tale era inefficace e non poteva essere fatta eseguire.

Il giudice (The Honourable Mr Justice Bryan) dell` Alta Corte di Giustizia di Londra dopo un accurato riepilogo della giurisprudenza ed analisi dei fatti di causa giungeva alla conclusione che la

Alta Corte di Giustizia, Londra

Alta Corte di Giustizia, Londra

clausola in oggetto, nonostante l` elevato tasso di interessi di mora non era una clausola penale.

Rifacendosi alla giurisprudenza, la vera prova (della clausola penale e quindi inefficace) veniva individuata in un`obbligazione che e` secondaria e che impone un pregiudizio completamente sproporzionato all` inadempiente, rispetto al legittimo interesse della parte adempiente alla corretta esecuzione dell` obbligazione (contrattuale) primaria. La parte adempiente infatti, non puo`vantare alcun interesse a punire, puramente e semplicemente la parte inadempiente. Il suo interesse sta nell`ottenere l` esecuzione del contratto o una qualche alternativa appropriata all` esecuzione del contratto stesso.  (The true test is whether the impugned provision is a secondary obligation which imposes a detriment on the contract- breaker out of all proportion to any legitimate interest of the innocent party in the enforcement of the primary obligation. The innocent party can have no proper interest in simply punishing the defaulter. His interest is in performance or in some appropriate alternative to performance (Lord Neuberger JSC e Lord Sumption JSC in Cavendish Square Holding BV v. Makdessi [2016] AC 1172).

In questo caso, chiaramente la compratrice di Singapore aveva un interesse ad ottenere il rimborso delle somme anticipate alla fornitrice indiana. L` alto tasso del “default compensation” era giustificato dal fatto che dopo l` inadempimento la venditrice indiana era divenuta un rischio commerciale piu`elevato, di quanto lo fosse in precedenza.

Inoltre, dalla consulenza tecnica risultava che il tasso degli interessi di mora richiesti non era esorbitante considerati i tassi di mora indiani per aperture di credito non garantite similari, tanto piu` che si trattava di un credito in dollari USA anziche` Rupie, e quindi piu`oneroso.  Inoltre, all` epoca dell` inadempimento l` industria indiana dell` acciaio era notoriamente in difficolta` e questo acuiva i rischi commerciali, e quindi giustificava il piu` alto costo del credito.

Veniva anche considerato che l` elevato tasso degli interessi di mora non era stato imposto “in terrorem”, come deterrente.

Mancava infatti la prova dell` oppressione, anche perche` le parti, importanti societa` commerciali disponevano di consulenti legali ed erano quindi in grado di negoziare liberamente i reciproci rapporti commerciali. Le Corti di giustizia sono infatti riluttanti a dichiarare inefficaci clausole contrattuali liberamente negoziate fra societa` commerciali, senza sospetti di oppressione.

Il giudice inglese concludeva dichiarando che tutti questi fattori di mercato supportavano la conclusione che c` era una precisa giustificazione commerciale per l`elevato tasso degli interessi di mora, che quindi non era ne` esorbitante ne`inaccettabile (was not exhorbitant or unconscionable). Non si trattava quindi di una clausola penale.

La fornitrice indiava veniva condannata al pagamento degli interessi di mora contrattuali (Default compensation) che alla data della sentenza ammontavano a US $ 23.669.692 ed alle spese del giudizio.

Dr Claudio Del Giudice, 23.04.20119 copyrights reserved.