I tribunali inglesi sono spesso il campo di battaglia dove si confrontano societa` italiane ed internazionali, per la risoluzione di contenziosi internazionali. Spesso contratti internazionali fanno riferimento alla legge inglese, o viene conferita giurisdizione alle corti giustizia inglesi, che sono la sede naturale per la risoluzione dei contenziosi che ne derivano.

Quando una parte estera si vede costretta al confronto nei tribunali inglesi, spesso sostiene spese legali nella propria valuta nazionale che deve convertire in sterline per pagare gli avvocati locali, oppure puo` concordare di pagare gli avvocati inglesi direttamente in Euro. Se pero` il cambio fra la sterlina e la valuta in questione si deteriora nel corso della lite, c` e` il rischio che un indennizzo delle spese di giudizio in sterline in sentenza non copra il danno effettivo che la parte estera ha subito nella sua valuta.

In Inghilterra e Galles non esiste il “principio nominalistico”.

Londra - Alta Corte di Giustizia

Particolare della High Court di Londra

Mentre e` da tempo acquisito il principio che le corti inglesi possono emettere sentenze in valuta (Miliagos v. George Frank (Textiles) Ltd – 1976), non era chiaro fino a poco tempo fa` se i tribunali inglesi possono condannare la parte perdente a pagare anche le spese di giudizio in valuta, anziche` sterline.

Secondo la legge inglese la condanna alle spese del giudizio e` rimessa alla libera discrezione del giudice. Un principio ripetuto dal codice di procedura civile inglese (Part 44 (2) Civil Procedure Rules). Tuttavia non esiste alcuna norma di legge precisa / giurisprudenza che autorizza la condanna alle spese del giudizio in valuta anziche` in sterline.

Se manca la condanna alle spese in valuta, in alcuni casi puo` essere violato il principio dell` indennizzo che e` la funzione principale della condanna alle spese del giudizio, secondo la Legge Inglese. La parte vincente pur ottenendo un ristoro in sterline, considerate le spese legali effettivamente sostenute in valuta, puo` non essere debitamente compensata per i danni causati l` oscillazione dei cambi.

Con una recente sentenza (Cathay Pacific Airlines Ltd v. Lufthansa Technik AG)  l` Alta Corte di Giustizia (High Court) ha sciolte le incertezze di precedenti sentenze ed ha ufficialmente riconosciuto la possibilita` di condannare il perdente al pagamento delle spese di giudizio in valuta estera, in questo caso, in Euro.

Premesso che la condanna alle spese del giudizio ha la funzione d` indennizzo e che non esiste alcuna norma di legge che obbliga la determinazione delle spese di giudizio in sterline, il giudice deve determinare qual` e` la valuta che meglio compensa la parte vincente per le spese di giudizio che ha effettivamente sostenute.

Il giudice deve cioe` determinare la valuata nella quale il costo delle spese di giudizio e` stato effettivamente sostenuto dalla parte vincente, e se la valuta e` una valuta estera anziche` sterline, deve condannare alle spese di giudizio in quella valuta.

Nel caso particolare, la parte vincente, una societa` tedesca, aveva concordato con i legali inglesi il pagamento in Euro anziche` sterline ed in Euro era espresso il tasso orario ed erano calcolate le parcelle dei legali.

Il giudice (HHJ John Kimbell QC), nella High Court di Londra, considerate tutte le circostanze, scioglieva le riserve e condannava il perdente a risarcire alla parte vincente Euro 25.000 a titolo di spese di giudizio.

Dr Claudio Del Giudice – 12.01.2020 Copyrights reserved